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Enragés
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Durante la mwcqRivoluzione francese, gli mwcgEnragés (Arrabbiati) - da non confondere con gli mwcwexagérés (esagerati) o mwdaHébertisti cioè i seguaci di mwdqJacques-René Hébert - furono secondo mwdgAlbert Mathiez un partito o fazione, e nel suo libro mwdwCarovita e lotte sociali egli scrive che esiste «un partito nuovo che i suoi avversari chiamano già gli Enragés»cite-ref-2[2]. Erano un gruppo di rivoluzionari radicali che erano particolarmente rappresentati dal mwfasacerdote cattolico costituzionale mwfqJacques Roux (mwfgridotto allo stato laicale da mwfwPio VI), da Jean-François Varlet, mwgqJean Théophile Leclerc, e Taboureau de Montigny che suscitarono l'interesse e successivamente l'adesione, caso unico per l'epoca, di un movimento femminista autonomo: la mwgwSocietà delle Repubblicane Rivoluzionarie, in particolare Pauline Léon e mwhqClaire Lacombe. Si situavano all'estrema sinistra, oltre i mwhgcordiglieri e i mwhwgiacobini (i mwiamontagnardi).

Contents

Note

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Caratteri

Non avevano esponenti alla mwjaConvenzione nazionale ma solo delegati di mwjqsezione che a volte intervenivano alle tribune popolari della Convenzione, tra essi mwjgJacques Roux (che aveva fallito l'elezione prendendo pochi voti), e Jean Varlet (ex frequentatori del mwkaClub dei Giacobini), i coniugi Leclerc e mwkqClaire Lacombe. Vicino agli Enragés fu probabilmente per un breve periodo anche il celebre scrittore mwkglibertino mwkwmarchese de Sade, all'epoca noto con lo pseudonimo "cittadino Louis Sade" e uno dei delegati di sezione che compose e pronunciò uno dei diversi elogi funebri a Marat.

Essi sostenevano l'uguaglianza civile, politica e sociale, richiedendo la tassazione delle materie prime, l'abolizione delle classi e della proprietà privata, la requisizione degli approvvigionamenti di grano e le tasse per i ricchi. Possono essere collocati a sinistra dei mwlqMontagnardi (mwlgCordiglieri e mwlwGiacobini), e considerati proto-mwmasocialisti. Furono avversati da mwmqMaximilien de Robespierre, mwmgDanton, mwmwMarat e alla fine della loro parabola dagli mwnaHébertisti. Essi erano considerati degli agitatori. Marat, inizialmente amico di Roux, nel suo giornale mwnqLe Publiciste de la République française del 4 luglio 1793, descrisse gli mwngEnragés come segue:

«Questi intriganti non si accontentano di essere i tuttofare delle loro rispettive sezioni, essi si agitano dalla mattina alla sera per introdursi in tutte le società popolari, per influenzarle e diventarne alla fine i loro grandi maneggiatori. Questi sono tre individui turbolenti che si sono impadroniti della sezione dei "Gravilliers", della "Société fraternelle" e quella dei

Cordeliers

: parlo del piccolo

Jean Théophile Leclerc

, di Jean-François Varlet e dell'abate Renaudi detto Jacques Roux.»

(Jean-Paul Maratcite-ref-3[3])

Dopo la morte di Marat, sia i giacobini, che i Cordiglieri Hébertisti che gli Arrabbiati se ne contesero comunque l'eredità politica. A questi tre personaggi nominati, si aggiungeva un ristretto gruppo di mwpgtribuni composto essenzialmente da Pauline Léon e Claire Lacombe, entrambe membri del mwpwClub mwqafemminile mwqqRepubblicane Rivoluzionarie e da alcuni servitori di questi rivoluzionari nelle loro sezioni.

Sia nella propaganda di Varlet, quella di Roux, Leclerc, o quella delle rivoluzionarie repubblicane come Claire Lacombe e Pauline Léon, si trova il riferimento al carattere popolare della sovranità, il suo esercizio diretto da parte del popolo in maniera permanente (mwqwdemocrazia diretta). Questa aspirazione ad una democrazia popolare, una assoluta mwrasovranità popolare, corollario nel pensiero degli "enragée", di una critica della mwrqrappresentanza nazionale, si basava su una diffidenza viscerale verso i rappresentanti del popolo. Questo deriva naturalmente dal forte desiderio di controllare questi mandatari. Jacques Roux, imitando i toni mwrgmarattisti, scrisse così: mwrw«Popolo! Durante il regno della libertà, dovete avere continuamente gli occhi fissi sui vostri giudici»cite-ref-4[4]

Per Varlet, la diffidenza per i rappresentanti del popolo è la stessa: «Luogo di deputati senza poteri, senza mandato. Questo principio ci garantisce dalla Tirannia legislativa»cite-ref-5[5]

Furono decimati o arrestati e sciolti durante il mwugRegime del Terrore; tutti i Club femminili furono sciolti dalla Convenzione, e le appartenenti screditate o aggredite. I Leclerc e Claire Lacombe, arrestati e poi rilasciati, lasciarono in seguito la politica, Roux si suicidò in prigione per evitare la ghigliottina.

Eredità

Le loro idee sono state riprese e sviluppate da mwvqFrançois-Noël Babeuf, un giacobino ma critico da sinistra della repressione della mwvgrivolta vandeana, di cui riconosceva, accanto all'ideologia mwvwcontrorivoluzionaria mwwacattolico-monarchica, una volontà popolare dei contadini di non soccombere al mwwqcentralismo, alla mwwgdemocrazia totalitaria e al mwwwmilitarismo della mwxaleva obbligatoria. Babeuf e ed un altro mwxqgiacobino, l'ex commissario italiano di mwxgOneglia mwxwFilippo Buonarroti, furono tra gli organizzatori della mwyaCongiura degli Eguali, un tentativo neo-mwyqmontagnardo radicalizzato in senso protocomunista contro il mwygDirettorio nel 1796. Nel programma degli Eguali si proponeva l'abolizione della proprietà privata secondo un'interpretazione radicale del pensiero politico di mwywJean-Jacques Rousseau e del prete mwzaateo e precursore socialista mwzqJean Meslier, come già nelle idee propugnate dagli Arrabbiati. La congiura non fu mai messa in atto: Babeuf fu condannato a morte e Buonarroti esiliato a vita dal territorio francese.

Note

cite-note-11. David Andress, ed. (2015). The Oxford Handbook of the French Revolution. Oxford University Press. p. 526.
cite-note-22. Mathiez A., Carovita e lotte sociali, Giulio Einaudi editori, Torino 1949, p. 129.
cite-note-33. Marat, mwcgIl pubblicista della Repubblica francese, da Marat, mwcwL'amico del popolo, Parigi, n ° 233, 4 luglio 1793.
cite-note-44. Jacques Roux, mwdwIl Pubblicista della Repubblica francese, n°247, 25 luglio 1793, p. 4.
cite-note-55. Varlet Jean-François, mwewProgetto per un mandato speciale e imperativo 1793.

Bibliografia

• mwfw(FR) T. Leclerc, mwgaExtraction, profession avant et depuis la Révolutionmwgq ; carrière politique et Révolutionnaire et état présent des affaires de Théophile Leclerc, Paris, 1794, AN F747749
• mwgw(FR) mwhaDaniel Guérin, mwhqBourgeois et bras-nusmwhg : 1793-1795, Paris, Gallimard, 1973. Nouvelle éditionmwhw : Paris (21 bis rue de Simplon, 75018), les Nuits rouges, 1998, ISBN 9782913112018
• mwig(FR) David Gilles, "Représentation et souveraineté chez les Enragés (1792-1794)", mwiwLe concept de Représentation dans la pensée politique, AFHIP vol. XV, PUAM, 2003, pp. 253-287.
• mwjq(FR) Claude Guillon, mwjwNotre patience est à bout (1792-1793, les écrits des enragé(e)s), Radicaux Libres, IMHO, 2009.
• mwkq(EN) Daniel Guérin: mwkgClass struggle in the first French republicmwkw : bourgeois and bras-nus 1793-1795, London: Pluto Press, 1977
• mwlq(EN) René Viénet: "Enragés and Situationists in the Occupation Movement, France, May'68" , New York: Automedia 1992 ISBN 0-936756-79-9, London: Rebel Press 1992, ISBN 0-946061-05-X
• mwmg(EN) mwmwSimon Schama. mwnaCitizens: A Chronicle of the French Revolution. New York: Alfred A. Knopf, 1989.
• (mwng mwnwItalia) Casalino Marco, Gli Enragés nella Rivoluzione francese, Genova, Settembre 2014, autoproduzione. mwoahttps://archive.org/details/GliEnragsNellaRivoluzioneFrancese
• mwogAlbert Mathiez, La Rivoluzione Francese, 3 voll. (vol.I: La fine della monarchia; vol.II: La Gironda e la Montagna;vol.III: il Terrore), Collana Storica, Milano, A. Corticelli, 1933; Collana Piccola Biblioteca scientifico-letteraria n.18, Einaudi, Torino, 1950.

Voci correlate
Collegamenti esterni

• mwtgAlbert Mathiez, mwtwLa vie chère et le mouvement social disponibile su (mwuaGallica)